Il futuro della climatizzazione.

L'evoluzione in corso negli impianti di benessere. Come la tecnologia insegue coscienza ambientale e cogenza normativa.

Il fabbisogno energetico degli edifici

Nel bilancio energetico dei paesi occidentali odierni il fabbisogno degli edifici per i processi di climatizzazione rappresenta una delle componenti principali, unitamente ai consumi per il settore industriale e per l’autotrazione. Per questa ragione la legislazione dei singoli stati impone da anni il rispetto di prestazioni energetiche minime per gli edifici nuovi o oggetto di radicale ristrutturazione.

Nel nostro paese la disciplina di questo settore è iniziata più di 30 anni fa (legge 373 del 1976), subendo importanti aggiornamenti e modificazioni negli anni (legge 10 del 1991), con l’estensione dell’attenzione dalla coibentazione dell’involucro edilizio alla prestazione dei sistemi di climatizzazione e con l’imposizione di limiti prestazionali via via più restrittivi. Negli ultimi 5 anni le revisioni degli indicatori energetici sono divenute sempre più frequenti, arrivando ad imporre ai nuovi edifici fabbisogni energetici corrispondenti a circa 1/3 di quanto mediamente richiesto dal parco edifici esistente.

Le prestazioni energetiche del sistema edificio-impianto sono sintetizzate da specifici parametri, i “descrittori energetici”, determinati applicando codici di calcolo di complessità tale da comportare l’irrinunciabile ricorso a strumenti di calcolo automatico, contenuti in software dedicati e certificati. Il calcolo si è esteso dal fabbisogno per riscaldamento invernale, a quello sanitario e coinvolgerà a breve anche il condizionamento estivo, oltre all’illuminazione degli ambienti.

Lo scenario atteso

Accanto a questa incessante evoluzione del quadro normativo si è assistito ad una crescita esponenziale della sensibilità ed attenzione degli utenti ai temi energetico ed ambientale; se inizialmente le prescrizioni legislative erano avvertite come un’imposizione bizzarra da accettare obtorto collo, da alcuni anni si stanno diffondendo scelte volontarie orientate ad edifici con prestazioni sensibilmente migliori rispetto ai limiti di legge, motivate da valutazioni economiche, se non da una nuova attenzione alla performance energetica: una tendenza virtuosa colloca oggi la casa a basso consumo tra i motivi di soddisfazione e di orgoglio, accanto all’automobile di prestigio, all’abbigliamento firmato o all’accessorio griffato.

Questo contesto determinerà un’incessante riqualificazione del patrimonio edilizio e decreterà presto una precoce obsolescenza dei fabbricati esistenti, rendendone sempre più urgente l’allineamento con i nuovi livelli prestazionali, benché in un processo destinato a durare anni; contemporaneamente si consolideranno i nuovi standard di comfort ambientale, che promuovono soluzioni orientate da un lato al riscaldamento a bassa temperatura, dall’altro al benessere estivo.

L’evoluzione del mercato immobiliare si orienta nel frattempo verso unità con spazi sempre più ottimizzati e ristretti, sia nel comparto abitativo che terziario: gli ambiti di lavoro divengono sempre più compatti, con tendenza a sostituire ingombranti archivi cartacei con dati su memoria di massa, quando non disponibili in rete.

Gli orientamenti futuri

Lo scenario che si viene così a configurare permette di delineare una dinamica, cui andranno inesorabilmente soggette nel medio termine le dotazioni impiantistiche di climatizzazione:

  • la crescente cura posta nella realizzazione degli involucri edilizi toglierà progressivamente importanza alla dispersione invernale attraverso gli stessi, per spostare l’attenzione sul ricambio d’aria, anche in conseguenza delle crescenti densità di affollamento che si vanno affermando, specie negli ambienti di lavoro;

  • gli apporti termici interni (affollamento e dotazioni elettriche/elettroniche) sono destinati ad assumere un peso crescente rispetto ai carichi generati dalle condizioni climatiche esterne;

  • la criticità nei processi di climatizzazione si trasferirà dal riscaldamento invernale al raffrescamento estivo, ovvero dalla generazione allo smaltimento di calore.

Il futuro finirà quindi col premiare gli impiantisti che sapranno gestire in modo energeticamente oculato i processi di ventilazione e di raffrescamento: dal rigore dell’inverno si è imparato bene a difendersi; non altrettanto dal calore, interno o esterno che sia. La particolarità dei centri commerciali, in cui il raffreddamento risulta ben più critico del riscaldamento, è verosimilmente destinata ad interessare in futuro il settore terziario, per estendersi anche all’edilizia abitativa.

Queste prospettive assegnano alla tecnologia frigorifera un ruolo strategico per il futuro, anche in virtù di alcune circostanze particolari:

  • l’opportunità di utilizzare una macchina frigorifera reversibile permette di ottenere calore e freddo con una stessa unità, limitando investimento e complessità d’impianto;

  • l’affermazione degli impianti di riscaldamento a bassa temperatura ed il favore riscontrato dalla geotermia consentono alle pompe di calore un esercizio altamente competitivo rispetto alle tradizionali caldaie.

Mentre la tecnologia di combustione e recupero termico – non senza l’apporto decisivo della condensazione dei fumi – ha ormai portato alle soglie del limite teorico di sfruttamento dei combustibili tradizionali, la tecnologia delle pompe di calore mostra ampi spazi di miglioramento ancora disponibili, che potranno essere sfruttati nel prossimo futuro e che le permetteranno di subentrare ai tradizionali gruppi termici in una quota crescente della climatizzazione civile.

Il futuro della climatizzazione è quindi ricco di prospettive e di stimoli, che, disciplinate e sfruttate correttamente, consentiranno a questa importante attività di dare un contributo decisivo alla soluzione dell’emergenza energetica; e ciò dovrà avvenire senza imporre sacrifici che gli utenti non sono pronti ad affrontare, ma, al contrario, assicurando loro livelli di comfort crescenti, e compatibili con gli obiettivi ambientali che la comunità internazionale dovrà definire.


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