ASSIMILATE

“Sfruttano le rinnovabili, senza poter prescindere completamente dalle fossili…” Permettono cioè di ridurre i fabbisogni energetici primari, concorrendo in misura importante all’uso razionale delle risorse energetiche. Trattasi tipicamente dei processi di poligenerazione (nell’accezione più ampia del termine) e di generazione “termodinamica” del calore (tipicamente con pompa di calore): tecnologie che negli ultimi anni hanno incontrato sviluppo, perfezionamento, diffusione.

POMPE DI

CALORE

In luogo della generazione termica “bruciando” fonti fossili, una pompa di calore prospetta lo “spostamento” del calore da una sorgente ad un’altra a maggiore temperatura, con efficienza tanto maggiore quanto più ridotto è lo scarto termico (“lift”) tra esse. In questa modalità risiede il futuro della generazione termica. Non senza le dovute eccezioni, legate a termovettori ad alta temperatura (vapore, olio diatermico), alla combusione di biomasse… Le sorgenti termiche èer alimentare le pompe di calore si presentano comunemente sotto forma di “elementi democritei”: acqua, aria, terra… Più propriamnete: idrotermia, aerotermia, geotermia.
 

ACQUA

La disponibilità solare ed il carico termico “centrati” sui periodi rispettivamente estivo ed invernale rendono queta fonte intriensecamente poco adatta al riscaldamento di edifici, molto più alla produzione di acqua calda sanitaria. Diversi accorgimenti permettono di risolvere altrettante criticità, da considerare attentamente: il differimento tra produzione e consumo, la mancanza di carico (per assenza prolungata), il pericolo di gelo invernale, la variabilità annuale della radiazione.

ARIA

Disponibile e gratuita ovunque, è purtroppo fredda quando serve calore (inverno), viceversa in estate: la penalizzazione energetica che ne consegue, si aggrava considerando gli oneri per sbrinare le batterie quando la temperatura si approssima allo zero. Con opportuni accorgimenti, esce comunque vincente nel confronto con la combustione di fonti fossili, specie in presenza di termovettori a temperatura moderata e qualora sia richiesta la produzione friforifera estiva. 

TERRA

Le restrizioni che talvolta limitano l’impiego dell’acqua di falda (circuito aperto), non interessano in genere i campi geotermici (circuiti chiusi). Più impegnativa in termini di risorse realizzative e di investimento, la geotermia esce lievemente penalizzata dal confronto con il corrispondente sistema a circuito aperto; raramente pregiudicata dalle scarse caratteristiche del terreno, risulta libera dalle eventuali criticità dell’acqua in circuito aperto (pericolo di gelo, aggressività chimica, ecc.).
 
 
CASSA CENTRALE BANCA

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FABBRICA DI PEDAVENA LEVICO

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RSA MORELLI BUGNA

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VILLA WELSPERG

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CO

GENERAZIONE

Ottenere un servizio energetico quale scarto dalla generazione di un altro: è il principio della cogenerazione,  o - più propriamente e genericamente - della poligenerazione. Elettricità, calore ad alta, media e bassa temperatura, freddo, aria compressa… Le solide basi scientifiche di questi processi producono effetti economici straordinari, quando coniugate con i servizi effettivamente richiesti dell’utenza, valutati non solo nei valori nominali, ma anche nei profili. La combinazione di più tecnologie, ispirata da una sorta di “creatività termodinamica”, in composizioni talvolta inedite, offre risultati sorprendenti.
 

RECUPERO

ENERGETICO

La prima forma di efficienza è il mancato spreco, la “sesta rinnovabile”. Proprio per la sua rilevanza, questa ovvietà - troppo spesso inosservata - trova oggi ampi spazi di incentivazione ed è destinata a conoscere crescenti ambiti di applicazione, specie nel mondo industriale. Piccole variazioni di processo necessarie per grandi risultati, non devono in alcun modo pregiudicare quantità e qualità della produzione. E c’è il sempre il modo per garantire questi requisiti.